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Atessa   Attualità 30/11/2021

Sevel, si temono ulteriori tagli, "la Regione convochi subito un tavolo di crisi"

Parlano i sindacati dei lavoratori in staff leasing

Rischia di essere ancora pù pesante il taglio dei lavoratori in staff leasing alla Sevel di Atessa. I 190 lasciati a casa, già citati alcuni giorni fa dai sindacati, si aggiungono ai 250 di settembre. Ora, le segreterie di Nidil Abruzzo Molise, Felsa Abruzzo e Molise e Uiltemp Abruzzo avvertono che entro fine anno la stessa sorte potrebbe riguardare altre 250 persone. A tale ridimensionamento vanno poi aggiunti i lavoratori a rischio nelle attività dell'indotto che attualmente occupano oltre mille persone sulle quali potrebbero riflettersi gli effetti delle scelte industriali del gruppo Stellantis.

"Riteniamo che questa scelta unilaterale di Stellantis, gruppo del quale fa parte Sevel, per L’Abruzzo, rischia di provocare più danni di quelli provocati dalla pandemia – affermano le segreterie dei sindacati dei lavoratori in somministrazione – Ribadiamo che le lavoratrici e i lavoratori somministrati hanno pari dignità degli altri occupati, per questo motivo riteniamo meritino l’attivazione e la convocazione del tavolo di crisi di settore regionale e nazionale con il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate a difesa dell’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati di questa provincia e di tutta la regione".

"Chiediamo con forza al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e all’assessore alle Attività produttive Pietro Quaresimale l’attivazione e la convocazione, urgente, del tavolo di crisi di settore coinvolgendo le organizzazioni sindacali Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil, per trovare soluzioni per garantire il mantenimento occupazionale ed evitare un problema sociale, per le lavoratrici e i lavoratori somministrati della Val di Sangrousando tutti gli strumenti sia contrattuali che legislativi, ordinari e straordinari, a disposizione. Siamo pronti a fare la nostra parte e non ci rassegniamo all’idea che i primi a pagare queste decisioni unilaterali siano le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione, che per la loro condizione sono la parte più debole del processo produttivo".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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