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Atessa   Attualità 24/09

Sanmarco Industrial, da lunedì al via i 50 licenziamenti: "Dall’azienda solo promesse disattese"

Amedeo Nanni, Fim-Cisl: "Pronti ad impugnare la decisione in Tribunale"

Una "situazione paradossale". Così Amedeo Nanni defininsce il calvario vissuto negli ultimi mesi dai lavoratori dello stabilimento Sanmarco Industrial di Atessa. L'esponente della Fim-Cisl, intervenuto questa mattina alla conferenza stampa convocata dai rappresentati delle firme sindacali per “"esaminare", la situazione degli stabilimenti atessani della Sevel e della Sanmarco, parla di promesse disattese da parte della dirigenza.

"Ci siamo trovati di fronte ad un'azienda – afferma Nanni - che quattro anni fa ha rilevato lo stabilimento con la promessa di tenere tutti i lavoratori, rilanciando la fabbrica e promettendo l'attrazione di altre attività e lo spostamento, nella sede di Atessa, di alcune lavorazioni fatte in altri stabilimenti. Il tutto è stato completamente disatteso". Dal 13 luglio, con il termine della cassa integrazione straordinaria, incombe sui dipendenti lo spettro del licenziamento collettivo, che dovrebbe diventare effettivo a partire da lunedì 27 settembre. Dal momento in cui l'azienda ha avviato i licenziamenti, aggiunge Nanni, "è iniziato un percorso di incontri per cercare un'alternativa e per non mettere 50 persone in mezzo a una strada. Con un po' di buona volontà, impegno e serietà si sarebbe trovata la giusta strada per tutelare chi lavora, chi è più giovane, e per accompagnare le persone di una certa età al pensionamento invece c'è stato subito muro contro muro".

Lunedì scorso l'ultimo incontro in Regione con l'assessore al lavoro Quaresimale, i dirigenti regionali e la responsabile regionale in cui "si è cercato di trovare un'alternativa alla situazione dei 50 licenziamenti e quindi alla partenza delle lettere collettive. Abbiamo cercato di trovare una quadra intermedia, in cui la proposta fatta dalla Regione alle parti era quella di congelare il licenziamento a lunedì cercando di fare un accordo su un'uscita volontaria, permettendo, a chi volesse fare altre esperienze lavorative in ambito autonomo o in altri stabilimenti, di trovare alternative. La proposta era quella di 'congelare' il tutto a oggi, di fare un accordo di incentivazione in uscita e di rivederci il 31 gennaio 2022 per fare il 'punto zero' e per decidere come andare avanti. Non dobbiamo dimenticare le 13 settimane di cassa integrazione a completo carico statale e gli altri 7 mesi che già avevamo firmato lo scorso anno, quindi c'erano tutti i presupposti per dare ossigeno a questi lavoratori. Ad oggi purtroppo – evidenzia Nanni - le cose non sono andate come ci aspettavamo, l'azienda ha sbeffeggiato le istituzioni, il sindacato e gli stessi lavoratori, perché proprio in quell'occasione non si è neanche presentata né con la proprietà né tantomeno con chi la rappresenta sul territorio. Abbiamo preso semplicemente atto dell'indisponenza dell'azienda, e ci aspettiamo lunedì questi licenziamenti collettivi".

Licenziamenti che i sindacati non escludono di impugnare in Tribunale. "Abbiamo già dato mandato ai nostri legali – sottolinea Nanni - di valutare due possibilità: quella dell'articolo 28 sull'attività antisindacale, e sicuramente quella di impugnare i licenziamenti individuali non giustificati perché la 'griglia' da rispettare si basa su anni di anzianità di servizio, carichi familiari e polivalenza quindi, se queste condizioni non verranno rispettate, saremo pronti a fare battaglia in tribunale".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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