Bomba   Sport 16/09

Il lombardo Marco Canzi di corsa sul Blockhaus in ricordo di nonno Tonino, minatore di Bomba

L’omaggio del nipote acquisito a un nonno speciale, scomparso nel 2019

Marco Canzi e Antonio MartorellaUna corsa sulla salita del Blockhaus in memoria di nonno Tonino, abruzzese di Bomba, scomparso nel 2019 a 93 anni. La storia di Marco Canzi, 46enne di Sirtori, in provincia di Lecco, è fortemente legata all'Abruzzo e, in modo speciale a Bomba, paese di origine di sua moglie. Ed è qui che, nel 2019, a 93 anni, è morto Antonio Martorella, il nonno di sua moglie che Marco chiama affettuosamente nonno Tonino, uno di quegli abruzzesi "forti e gentili" che hanno conosciuto la durezza dell'emigrazione e la fatica per mandare avanti la famiglia. Antonio Martorella ha lavorato nelle miniere in Belgio, poi in Germania, prima di tornare a Bomba dove si è dedicato all'allevamento di animali da cortile e al lavoro dei campi. Due dei suoi figli, tra cui l'attuale suocero di Canzi, hanno lasciato il paese sangrino e si sono spostati in Lombardia, dove hanno messo su famiglia. E così Marco, dopo aver conosciuto sua moglie, ha scoperto sempre più da vicino la terra delle sue origini.

"Torniamo a Bomba ogni estate - racconta - e davvero io la sento come la mia seconda terra. Tutte le estati le trascorriamo con i parenti di mia moglie e ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare nonno Tonino e nonna Maria, che oggi ha 96 anni. Li ho da sempre sentiti come i miei nonni". Ed è per rendere omaggio a nonno Tonino che Marco, di professione tree-climber e sportivo per passione, ha voluto correre sulle strade del suo Abruzzo.

Marco con i suoi parenti sul Blockhaus"Ho pensato che sarebbe stato bello affrontare di corsa la salita a uno dei luoghi simbolo dell'Abruzzo come la cima del Blockhaus, sulla Maiella. Quando ho iniziato ad allenarmi ho cercato delle informazioni e ho visto che, la salita che da Pretoro porta a quota 2145, solitamente è affrontata dai ciclisti, non dai podisti. Ma non mi sono fatto scoraggiare e ho iniziato a preparare questo mio personale appuntamento sportivo".

Nella preparazione, "mentre correvo pensavo a tutto ciò che tante persone hanno sofferto in questi ultimi due anni. Ci sono state persone care che ci hanno lasciato e tante altre che hanno vissuto momenti difficili. Io ho perso un mio carissimo amico per il Covid e mio fratello è stato ricoverato in ospedale uscendone il giorno di Pasqua". E poi, a rinsaldare il legame del 46enne lombardo con l'Abruzzo c'è proprio il suo lavoro. "Sono ogni giorno a contatto con gli alberi, faccio parte anche della Società Italiana Arboricoltori. Attraversare la Val di Sangro e vedere i danni provocati dagli incendi questa estate è stata una ferita al cuore. Per i boschi ci vorranno almeno 10 anni prima che riprendano vita. Così ho voluto dedicare la mia corsa verso il Blockhaus, oltre che a nonno Tonino, anche a tutto l'Abruzzo, una terra che merita, per la sua gente e il territorio fantastico".

La corsa, programmata inizialmente il 10 agosto, anniversario della morte di Antonio Martorella, è stata poi posticipata al 17. I 21 chilometri, dalla Rotonda del Lupo a Pretoro fin sulla cima "sono stati faticosi ma davvero intensi. C'erano mio suocero Donato, zio Sandro e zia Antonietta a supportarmi e sono contento di essere arrivato in cima e di poter condividere con voi questa mia piccola avventura personale. Voglio legarci anche un altro aspetto di solidarietà. Io sono donatore Avis, nella sezione di Sirtori, ed è sempre importante cogliere ogni occasione per sensibilizzare alla donazione".

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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