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28 febbraio 2021
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Focolaio Pizzoferrato, il sindaco Fagnilli: "Non c’è stato alcun banchetto incosciente"

Screening sul 72% della popolazione

Il sindaco FagnilliDa ieri, per effetto dell'ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio, non è possibile entrare nel territorio comunale di Pizzoferrato o uscirvi. Il provvedimento, che resterà in vigore fino al 22 gennaio, è stato preso alla luce dell'alto numero di positivi al Covid-19 registrato nei giorni scorsi [LEGGI].
Sul web si è diffusa rapidamente la teoria che ricondurrebbe l'origine del focolaio a un'occasione conviviale, quella dell'uccisione del maiale. Una circostanza, questa, che ha portato, come prevedibile, a numerosi commenti ironici nonostante il momento delicato che il paese sta vivendo. Il piccolo centro montano aveva passato indenne la prima ondata della pandemia non registrando contagi.

Il sindaco Palmerino Fagnilli ieri sera è intervenuto sui difficili giorni che la comunità sta attraversando smentendo categoricamente, tra l'altro, la teoria su citata riportata anche da alcune testate giornalistiche. 

"Da oggi Pizzoferrato è zona interdetta – ha scritto ieri sera sul proprio profilo Facebook – i dati dei positivi, della prima fase di screening sulla popolazione, hanno indotto il Comitato scientifico a prendere questa drastica decisione e il presidente della Regione Abruzzo ad adottare l’ordinanza.
Il Covid-19 ci ha improvvisamente travolti in una escalation di contagi che ha portato, purtroppo, al numero che ha reso necessaria la misura per il contenimento della diffusione. Numero che è rimbalzato sui media locali, di bocca in bocca, di pagina in pagina, di tastiera in tastiera.

Purtroppo, accanto al dovere di cronaca e alla diffusione di dati reali ed effettivi, di bocca in bocca, di tastiera in tastiera, di pagina in pagina si sono rincorse anche le ipotesi, le congetture, le dicerie e le interpretazioni fantasiose e folkloristiche dei dati e delle cause. Pizzoferrato è stata aggredita dal Covid, come tantissime altre località dell’Abruzzo, dell’Italia e del Mondo, ma non a causa di uccisioni di maiali e di banchetti luculliani.

E questo possiamo fornirlo come dato ufficiale: la eterogeneità dei contagi (dall’anziano che vive solo in casa al bambino, dalle frazioni al paese, dall’operaio al professionista) non consente di individuare la causa in un momento preciso e determinato che appartiene alla comunità. Nessuna convivialità incosciente, campagnola e incivile. E questo sia ben chiaro a tutti.

Stiamo lavorando. Sta continuando la campagna di screening, attraverso il personale della Asl e oggi, e lo dico con reale commozione e senso di riconoscenza, la nostra gente si è recata a eseguire il tampone, nonostante imperversasse la bufera e nonostante i mezzi che ci sono stati concessi non consentissero una celerità nelle operazioni.
Intere famiglie, erano in attesa composta, aspettando il proprio turno ed anche i più piccini, vestiti con il tutone colorato per la neve e non per andare a sciare, ma per andare a fare il tampone; queste immagini dolorose, ma di profonda e umana bellezza, resteranno impresse nella mia memoria per il resto della mia vita.

Ecco questa è la comunità di Pizzoferrato, che io rappresento: gente che non si arrende, con una grande forza, senso di responsabilità, di solidarietà e di generosità, gente il cui spirito ti entra nell’anima.

PizzoferratoQuesta gente in questi giorni sta combattendo la propria battaglia contro un mostro e non è stata risparmiata neppure dalla bufera, aggredita su ogni fronte, anche da qualche giornalista e anche da qualche leone da tastiera: ci piace pensare, nonostante tutto, che, solo qualche volta, le tirature, gli audience, ma anche i like, offuschino il senso critico e si finisca per fornire una interpretazione che possa restituire visibilità anziché realtà, ci piace anche pensare che, solo qualche volta, il bisogno di distinguersi, possa condurre ad estemporanee manifestazioni di pensiero, ad estemporanee immagini, che dovrebbero catturare l’attenzione, ma che finiscono per offendere il diritto di cronaca ed il diritto di critica, che dovrebbero invece esaltare e che nulla hanno a che fare con la verità, con la realtà e, nel nostro caso, con il Covid, con Pizzoferrato, con la sua comunità e con le cause del contagio, ci piace pensare questo perché noi amiamo volare alto, come i nostri cieli.

In pochissimi giorni abbiamo fatto lo screening sul 72% della popolazione e i dati che ci stanno restituendo ci fanno sperare di poter avanzare l’ipotesi di chiedere la revoca dell’ordinanza regionale, già nei prossimi giorni e prima ancora che la stessa vada a naturale scadenza ovvero il 22.01.2021.

Ringrazio i dipendenti comunali, che lavorando senza sosta, fino a tarda sera, hanno reso possibile le operazioni di screening attraverso le prenotazioni, la elaborazione dei dati, l’allestimento delle postazioni e l’assistenza alle operazioni. Ringrazio la Asl e gli operatori che hanno effettuato i prelievi anche in avverse condizioni atmosferiche, il medico del nostro paese che ha prestato costantemente la propria collaborazione. Ringrazio gli amministratori comunali, che sono stati tutti operativi ed hanno assicurato la loro presenza constante in Comune durante queste operazioni.
Ma soprattutto ringrazio tutti i cittadini che hanno aderito in massa alla compagna di tracciamento della popolazione e non si sono fatti scoraggiare neppure dalla bufera.

Pizzoferrato è una località meravigliosa e la sua comunità ha uno spirito che entra nell’anima.
Questi sono i fatti. Questa è la verità". 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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