Atessa, pronto soccorso con sala d’attesa all’aperto: "La Asl provveda" - Comune mette a disposizione tende, ma attende provvedimenti dalla Asl

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24 novembre 2020
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Atessa   Attualità 02/11

Atessa, pronto soccorso con sala d’attesa all’aperto: "La Asl provveda"

Comune mette a disposizione tende, ma attende provvedimenti dalla Asl

"C'è una situazione insostenibile ad Atessa, peggiorata con l'arrivo della stagione fredda e con l'acuirsi della pandemia. Il problema è che il Pronto soccorso, molto frequentato, ha una "sala d'attesa" all'aperto, senza nessun riparo".

Così il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che ha scritto alla Regione e alla Asl, "per sollecitare la soluzione del problema". "Domani - afferma - coinvolgeremo anche il prefetto".

Il Comune che, dalla scorsa primavera, ha attivato il Coc, il Centro operativo, insieme con la Protezione civile, "è pronto a mettere una o due tende a disposizione per fronteggiare l'emergenza ed evitare che i pazienti restino all'addiaccio, prima dello smistamento tra percorso Covid e non Covid".

"Se la Asl non è riuscita finora a fare i lavori previsti, - dice Borrelli - adotti subito misure concrete, seppur provvisorie. Noi siamo disposti a dare una mano, ma facciamo in fretta, anche perché il numero dei pazienti che vanno al Pronto soccorso è purtroppo aumentato. Queste persone non possono stare sotto le intemperie, in attesa che qualcuno si prenda cura di loro".

Vorremmo, intanto, sapere, da chi governa la sanità in Abruzzo, - prosegue il primo cittadino – se nell'ultimo tavolo di monitoraggio, nel mese di ottobre, a Roma, è stata proposta ed approvata l'intera rete ospedaliera regionale. I vertici politici ed amministrativi, che hanno partecipato alla riunione, possono senz'altro anticiparci qualcosa. È importante, soprattutto in questo periodo, che la nostra regione sia dotata di un'adeguata rete dell'emergenza-urgenza e che l'ospedale del nostro territorio abbia il definitivo riconoscimento previsto nella programmazione, e cioè quello di nosocomio al servizio di un'area disagiata, e possa iniziare a funzionare, finalmente, a pieno regime e in sicurezza”.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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