Centro e-commerce, critica Legambiente: "Nessuno pensa al consumo di suolo" - "Optare per la riconversione"
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28 novembre 2020
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Fossacesia   Ambiente 21/10

Centro e-commerce, critica Legambiente: "Nessuno pensa al consumo di suolo"

"Optare per la riconversione"

L'area individuata a FossacesiaRiconvertire aree già sfruttate invece di cementificare terreni agricoli e non. Legambiente interviene nel dibattito sull'ipotesi di avere nel territorio un centro Amazon e pone l'accento sul consumo di suolo. 

"È partita una querelle tra i sindaci della Val di Sangro e del Vastese sul potenziale insediamento di Amazon – scrive l'associazione – rincorrendo un’idea di lavoro e di opportunità discutibile che, seppur in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, non può passare attraverso la svendita del proprio territorio e con una nuova cementificazione che accresce il rischio per la popolazione".

"21 ettari, ovvero 210.000 mq, 30 campi di calcio di suolo libero è un prezzo che non si può pagare in Val di Sangro né per Amazon che per future iniziative – dichiara Rebecca Virtù, segreteria Legambiente Abruzzo – Bisogna cambiare approccio, a maggior ragione di fronte agli ultimi dati dell’Enea che individuano il fiume Sangro tra le tre foci in Abruzzo a rischio esondazione e su cui vanno accelerate le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici".

La superficie prevista a San Salvo è di poco superiore a 25 ettari dei quali circa la metà è già occupata dall'autoporto (i cui due edifici sarebbero destinati all'abbattimento).
Circostanza, questa, che almeno in parte soddisferebbe l'appello di Legambiente: 
"Lo sviluppo sostenibile del territorio passa attraverso la capacità di reinventare gli spazi e i luoghi, attraverso la rigenerazione urbana e la riqualificazione delle strutture abbandonate e degli spazi esistenti. L’obiettivo deve essere ridurre il consumo di suolo per sviluppare la resilienza del territorio rispetto alle mutazioni climatiche, ai fenomeni atmosferici sempre più aggressivi e al conseguente dissesto idrogeologico che già ha creato danni a ponti, viadotti e viabilità minore. Danni evidenti, soprattutto in Val di Sangro, e riportati nella campagna #SosInfrastruttureSicure di Legambiente ed attenzionati anche dai media nazionali e che hanno portato alla chiusura di ponti e strade dissestate a causa di frane, smottamenti e allagamenti".

Poi, Legambiente cita i dati per la Val di Sangro: "Secondo l’ultimo Rapporto Ispra sul Consumo di suolo, nel 2019 solo in Val di Sangro sono 788 gli ettari di superficie artificiale nel territorio di Atessa, 354 nel comune di Paglieta, 341 nel territorio di Fossacesia con un incremento nell’ultimo anno rispettivamente di 4,21 ettari per Atessa, di 10,5 per Paglieta e di 11,5 per Fossacesia. Il consumo di campagna a cui abbiamo assistito in nome di un discutibile sviluppo va nella direzione contraria rispetto alla storia virtuosa della Val di Sangro e del Vastese. C’è un’economia importante con famiglie e giovani che hanno investito nell’agricoltura di qualità, dalla produzione del vino, alla produzione dell’olio e della frutta. Durante il lockdown, in tutto il Paese, l’agricoltura è tornata ad essere il settore primario e fondamentale".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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