Oltre l’Everest contro il coronavirus, la sfida (in casa) di Alex Tucci - Sfida sportiva e online per raccogliere fondi contro l’emergenza Covid-19
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Atessa   Sport 27/03

Oltre l’Everest contro il coronavirus, la sfida (in casa) di Alex Tucci

Sfida sportiva e online per raccogliere fondi contro l’emergenza Covid-19

8848 metri da superare facendo su e giù per i gradini di casa, mentre sul web è partita una raccolta fondi per l’emergenza Covid-19. È la sfida lanciata dall’atleta atessano Alex Tucci per provare a trovare fondi da destinare alla sanità abruzzese per far fronte alla situazione di emergenza in cui ci troviamo.

“Per chi come me fa sport ogni giorno, restare a casa non è facile. - dice Alex a Zonalocale - e allora ho pensato di unire la mia passione per la corsa ad una causa più nobile e cioè aiutare chi ora è in prima linea e si trova in una vera e propria guerra senza però avere i mezzi adeguati”.

È partita così la raccolta fondi sulla piattaforma gofundme.com [QUI il link per donare], “Oltre l’Everest contro il coronavirus - 32 gradini per superare il tetto del mondo”. Già perché sono proprio 32 i gradini che Alex ha in casa (vive solo, non in un condominio, così non ci sono rischi di incontrare qualcuno mentre si allena, ndr) e che ogni giorno percorre in salita e discesa cercando di superare l’altezza dell’Everest, per un totale di 46mila scale, mentre su internet si cerca di superare i mille euro.

“Fino ad oggi sono arrivato a quota 4640 metri, sono a metà del percorso insomma. - commenta Alex - Così come online abbiamo già raggiunto e superato i 500 euro”. La raccolta, e la sua sfida contro il monte più alto del mondo, dovrebbe terminare domenica 29 marzo ma chissà che Alex, vista la grande adesione, anche dei suoi amici runners provenienti da fuori regione, non decida di prolungarla per provare a raccogliere qualcosa in più.

“Vorrei donare tutto il ricavato all’ospedale di Atessa, ma non c’è ancora nulla di definitivo ed è bello vedere che tanti sportivi come me stanno dando il loro contributo - dice ancora - questo a dimostrazione di quanto i runners, quelli veri, abbiano capito il momento e si siano rinchiusi in casa, com’è giusto fare in questo momento, senza batter ciglio. Per cui tutto questo “odio” che vedo in giro non serve, stiamo uniti, stiamo a casa e proviamo a fare qualcosa di buono per chi davvero è chiamato a stare in prima linea”.

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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