Incidente sul lavoro in Sevel: "L’azienda sta collaborando con le autorità competenti" - I sindacati: "La morte di un uomo, così, non è accettabile"
 
Atessa   Cronaca 03/01

Incidente sul lavoro in Sevel: "L’azienda sta collaborando con le autorità competenti"

I sindacati: "La morte di un uomo, così, non è accettabile"

Cristian Terilli, 29 anni, originario di Frosinone, dipendente della ditta Sinergia, è morto stamattina nello stabilimento Sevel di Atessa durante un intervento di manutenzione per conto della Comau, società del gruppo FCA [LEGGI QUI].

FCA esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per la tragica scomparsa di Cristian. - si legge in una nota del gruppo - L’azienda, per quanto di sua competenza, sta collaborando attivamente con le autorità competenti che stanno compiendo gli accertamenti sulle cause dell’incidente drammatico ed eccezionale”.

Ancora un morto sul lavoro, un giovane lavoratore, che mentre la produzione è ferma era in fabbrica per la manutenzione degli impianti. La Fiom esprime solidarietà alla famiglia del lavoratore ed ha già chiesto un incontro con la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la Salute e la Sicurezza per ricevere tutte le informazioni. - si legge in una nota congiunta del segretario generale della Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli e del segretario nazionale Fiom, Michele De Palma - Il nuovo anno comincia come si è chiuso: è inaccettabile che i lavoratori rischino infortuni o addirittura perdano la vita. C'è una responsabilità di prevenzione e controllo delle imprese e delle istituzioni pubbliche. È necessario intervenire con urgenza. - chiude la nota - La Fiom seguirà a tutti i livelli quanto accaduto, per intervenire sulle cause e per impedire che i lavoratori rischino la propria incolumità”.

Cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore, anche da parte dell’Usb Abruzzo.

“Da anni denunciamo situazioni pericolose che oggi a tutti appaiano tangibili, mentre in tanti hanno girato la testa altrove. Non è certamente il momento delle accuse e delle polemiche, ma la morte di Cristian, ragazzo di 29 anni, recatosi a lavoro per guadagnarsi onestamente da vivere, non può essere ricondotta alla sola casualità: siamo sicuri che sia sempre un bene che un'azienda produca senza sosta non concedendo tempi congrui per effettuare lavori e manutenzioni varie? Siamo sicuri che i sistemi di controllo siano efficaci? Come sindacato - dice l’Usb - da anni facciamo denunce che spesso si arenano nella burocrazia, o a causa dello scarso personale a disposizione degli enti di controllo esterni; denunciamo da tempo un sistema che a nostro avviso antepone gli obiettivi economici all'essere umano, e chi dovrebbe rappresentare i lavoratori e cercare di tutelarne gli interessi, la salute e la sicurezza non ha fatto abbastanza. La morte di un uomo non è accettabile e come organizzazione continueremo a denunciare ogni situazione a nostra conoscenza, a chiedere alla politica regionale e nazionale di potenziare gli enti di controllo, di modificare il sistema di appalti e sub appalti fatti sulla pelle dei lavoratori. Auspichiamo che la magistratura renda almeno giustizia alla famiglia di Cristian e che tutti coloro che hanno responsabilità diretta ed indiretta aprano gli occhi per non rendere vano questo sacrificio.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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