Filippo, la vera "Essenza" di lavorare sulla Costa dei Trabocchi - Quelli che... restano - "Dopo 14 anni nei villaggi, sono tornato al mio destino"
 

Filippo, la vera "Essenza" di lavorare sulla Costa dei Trabocchi

Quelli che... restano - "Dopo 14 anni nei villaggi, sono tornato al mio destino"

Filippo De SanctisSpesso ci troviamo a raccontare le storie di giovani che partono da questo territorio e, con tanto impegno e passione, portano avanti importanti percorsi professionali nei luoghi che li accolgono. Allo stesso modo, però, ci sono tanti giovani che scelgono di restare e, altrettanto impegno e passione riescono a conquistare importanti traguardi personali e nel mondo del lavoro ma che, spesso, non trovano la meritata valorizzazione. Ed ecco che, in una delle nostre riunioni di redazione, abbiamo deciso di iniziare a conoscere "Quelli che... restano". Incontreremo tanti under 40 che, nel nostro territorio, si danno da fare ogni giorno per la loro crescita e, perché no, per quella di questo lembo a sud dell’Abruzzo.

 

“Non vedo la mia vita fuori da San Vito e non ho mai immaginato il mio ristorante altrove”. È un po’ questa la sintesi della scelta di Filippo De Sanctis, giovane imprenditore sanvitese che da marzo 2014 ha deciso di aprire una sua attività, il ristorante Essenza, proprio a San Vito Marina. ”Il luogo è strategico ed è dove, quasi cento anni fa, iniziò mio nonno la sua carriera da ristoratore. - ci dice Filippo - E dopo varie esperienze, tra cui diverse fuori regione, è da qui sono voluto (ri)partire per la mia strada”.

Le origini. La famiglia De Sanctis è infatti tra le apripista della ristorazione sulla Costa dei Trabocchi e Filippo, sin da piccolo, è cresciuto tra cucine, chef ed alberghi, ma per quasi 15 anni si è occupato di tutt’altro. “Sono stato animatore turistico per 14 anni e, insieme ad un’agenzia calabrese, ho girato i villaggi di tutta Italia. - racconta Filippo a Zonalocale - D’estate lavoravo nei locali di famiglia e poi ero in giro per l’Italia ad aprire e chiudere le stagioni nei villaggi”. Poi due esperienze qui in zona, prima a gestire un hotel ad Ortona, a soli 25 anni e poi un ristorante “un po’ strano”, ci dice, che faceva solo pescato, senza un menù. 

Essenza. Ma la sua strada Filippo l’ha trovata quando ha saputo, tramite la nonna, della vendita del locale di nonno Filippo, ed è stato un po’ un segno del destino. “L’ho voluto senza neanche interessarmi del costo. - ricorda - C’era già un locale si chiamava Essenza, arredato in modo molto moderno e ‘poco San Vito’, e ho deciso di lasciare tutto così. Perché se doveva essere il mio locale, mi avrebbe dovuto rispecchiare in toto, nella gestione e nel menù”. E così è stato. Oggi Essenza è diventato un punto di riferimento per chi vuole mangiare bene, ma fuori dagli schemi abruzzesi, vista Costa dei Trabocchi. “Il mio locale, a Milano, sarebbe nel suo ambiente naturale, ma ce ne sarebbero altri 100. - dice Filippo - Ho preferito portare qualcosa di ‘alternativo’ qui, piuttosto che portare San Vito altrove. Forse fuori guadagnerei di più, ma quanto vale una sveglia vista mare ogni mattina?”.

San Vito. Insomma, anche se il sogno di un futuro dietro una scrivania, a gestire diversi locali, non solo in zona, rimane, l’idea di Filippo è ben chiara. “Nel mio nome c’è un destino legato ad un territorio e voglio onorarlo”. E anche in tutti gli anni in cui ha lavorato fuori, ha sempre saputo che prima o poi sarebbe tornato. “Il mio legame è troppo forte, - ci spiega - con la famiglia e con mia sorella Lella e con quello che, diciamocela tutta, era il mio destino imprenditoriale: la ristorazione, a San Vito”.

Cosa manca. E anche se qualcosa, qui, manca, non è affatto pentito della sua scelta. “Da noi manca una visione strategica del territorio. - afferma - Non abbiamo sufficienti infrastrutture e turistiche turistico-ricettive ed infine, ma non per importanza, manca una visione aperta e verso il futuro dei miei colleghi”. Nonostante questo, Essenza, a San Vito Marina, con lo sguardo sul mare, tra un piatto che strizza l'occhio al futuro ed un più tradizionale tacconcino alla Filippo, resta il suo porto sicuro

“Ristorare vuol dire accogliere, - conclude Filippo - e farlo col sorriso. E col sorriso, io posso farlo solo nella mia San Vito”.

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di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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