Sevel perde la causa contro il lavoratore al quale negò l’utilizzo del bagno: dovrà risarcirlo - La sentenza: "Grave danno alla dignità personale del lavoratore sul luogo di lavoro"
 
Atessa   Attualità 24/09

Sevel perde la causa contro il lavoratore al quale negò l’utilizzo del bagno: dovrà risarcirlo

La sentenza: "Grave danno alla dignità personale del lavoratore sul luogo di lavoro"

“Il datore di lavoro ha arrecato concreto e grave pregiudizio alla dignità personale del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione, indubbiamente derivante dall’imbarazzo di essere osservato dai colleghi di lavoro con i pantaloni bagnati per essersi minzionato addosso”.

È questa la sentenza del tribunale di Lanciano, firmata dal giudice del Lavoro, Cristina Di Stefano, che ha condannato Sevel a pagare un risarcimento danno di 5mila in favore del lavoratore costretto ad urinarsi addosso [LEGGI QUI] perché impossibilitato a lasciare la postazione per andare in bagno.

Il fatto risale al 7 febbraio 2017 ed il caso fu portato addirittura in Parlamento [LEGGI QUI]. Il lavoratore, in aula, difeso dall’avvocato Diego Bracciale, ha ricostruito i fatti grazie anche alle testimonianze dei colleghi.

A denunciare e rendere noto l’accaduto, al tempo, fu l’Usb che oggi esprime tutta la sua soddisfazione. “Oggi la sentenza ha reso giustizia al lavoratore in questione, - dice Fabio Cocco, responsabile Usb Lavoro Privato Abruzzo - restituendogli in parte la dignità che rimane irrimediabilmente lesa, anche per le conseguenze che la vicenda ha inevitabilmente generato a livello morale e psicologico a danno del lavoratore”. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Commenti




 

 
 
 
 
 
 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi