Lavoratori ex-Blutec scrivono al presidente della Regione: "Preoccupati per il futuro" - La lettera dei lavoratori preoccupati dalle incertezze sul loro futuro

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Atessa   Attualità 26/03

Lavoratori ex-Blutec scrivono al presidente della Regione: "Preoccupati per il futuro"

La lettera dei lavoratori preoccupati dalle incertezze sul loro futuro

I lavoratori della ex-Blutec in Val di Sangro hanno inviato una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, preoccupati per le incertezze sul loro futuro. "Siamo circa 200 operai e come ben sapete il nostro futuro lavorativo e di vita quotidiana delle nostre famiglie è a rischio".

Egregio Sig. Presidente della Regione Abruzzo, Egregi Assessori, 
siamo un gruppo di lavoratori di Ingegneria Italia srl (gruppo Blutec) e ci rivolgiamo a Voi per chiedere un incontro ed un impegno sulla situazione che si è venuta a creare nell'azienda di cui siamo dipendenti. 

Siamo molto preoccupati per il futuro produttivo dello stabilimento che è salito diverse volte alla ribalta delle cronache per aver causato blocchi della produzione in SEVEL, e altre aziende della Val di Sangro, in seguito a nostre giuste rivendicazioni portate avanti, insieme ai nostri colleghi, con scioperi ad oltranza durati diversi giorni. 

Premettiamo che sono diversi anni che viviamo una condizione di lavoro particolare: 
- Stipendi pagati con ritardo e spesso solo dopo scioperi o minacce di scioperi;
- Tickets mensa pagati anche con mesi di ritardo;
- Quote tfr non versate ai fondi pensione, o all'Inps, da oltre due anni;
- Sanità integrativa aziendale bloccata da mesi per mancati versamenti dell'azienda;
- Condizioni di sicurezza sul lavoro molto discutibili con rischi per l'integrità fisica di tutti i lavoratori.

Nonostante tutto ciò abbiamo garantito comunque la produzione che necessitava a soddisfare le richieste del nostro cliente SEVEL spa che, anche grazie al nostro lavoro, ha potuto realizzare record su record produttivi. 

Dopo le nostre proteste del mese di gennaio, che hanno causato 4 giorni di fermo a SEVEL e molte altre aziende (anche fuori regione), c'è stato un tavolo di crisi al MISE dove sembrava ci fosse uno spiraglio di luce sul nostro futuro: Ingegneria Italia srl e MA srl annunciavano che era in corso una trattativa per la cessione dei siti di Atessa e Tito Scalo. Nei giorni scorsi è accaduto ciò che abbiamo sempre temuto ovvero che le vicende della Blutec di Termini Imerese potessero travolgere anche il nostro sito produttivo, che non vive la stessa situazione in quanto abbiamo lavoro e commesse notevolissime, e che la trattativa di cessione ad MA srl potesse venir meno a causa delle vicende giudiziarie. 

Tra noi c'è smarrimento e nessuno ci rassicura su quali saranno le situazioni che potrebbero venirsi a creare con la gestione del Commissario Giudiziario. Il timore più grande è che SEVEL possa cedere le commesse ad un altro fornitore abbandonandoci al nostro destino e quindi sarebbe certa la mancata cessione ad MA srl. Vorremmo che tutte le parti facessero tutto ciò che è in loro potere per tutelare più di 200 lavoratori che non meritano una sorte lavorativa così triste. Ci sentiamo vittime di una situazione paradossale che non abbiamo contribuito in alcun modo a creare. 

Stiamo cercando di mantenere alta l'attenzione per evitare che troppo attendismo possa riprodurre una scena simile a quella vissuta dai lavoratori della Honeywell. Dalla Regione, da Lei rappresentata, ci attendiamo un sostegno attento e concreto. Non meritiamo il silenzio dei giorni successivi alla vicenda giudiziaria scoppiata a Termini Imerese con l'arresto dei principali dirigenti della Blutec. 

Comprendiamo che la Sua Giunta si è insediata da pochi giorni ma noi non possiamo permetterci il lusso di aspettare ancora. 

Lo stesso impegno lo chiediamo a tutte le Istituzioni, al Mise è stata inoltrata una richiesta di riconvocazione del tavolo di crisi tenutosi a gennaio da parte dei sindacati, e a tutte le parti che hanno un ruolo nel nostro sito produttivo ed in primis a SEVEL FCA che deve rassicurarci sulle commesse future.

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