Impianti di rifiuti sanitari a Saletti: la spuntano le ragioni del "no" - Il comitato di valutazione regionale mette la parola fine sul progetto di Di Nizio

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Atessa   Ambiente 05/12

Impianti di rifiuti sanitari a Saletti: la spuntano le ragioni del "no"

Il comitato di valutazione regionale mette la parola fine sul progetto di Di Nizio

La manifestazione del 19 maggio 2018“Vista la nota dell’avvocatura regionale, secondo cui, risultando pienamente vigente la disciplina regionale di approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, non ricorrono le condizioni per una disapplicazione delle disposizioni della L.R. 5/2018, fino ad una eventuale pronuncia sfavorevole del Giudice delle leggi… in via preliminare ed assorbente si ritiene non superato il criterio ostativo (escludente) della della L.R. 5/2018”. E’ con queste parole che ieri, il comitato di valutazione regionale nel giudizio N.2983 ha respinto il progetto presentato dalla Di Nizio srl di Mafalda.

Il progetto prevedeva la costruzione di un impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari a rischio infettivo con produzione di CSS/CDR con potenzialità di trattamento di 20.000 ton/anno, al quale era associato un deposito di rifiuti, sia non pericolosi per 10.500 ton/anno che pericolosi per 4.500 ton/anno.

“Già ad ottobre 2017 a pochi giorni dalla presentazione del progetto, noi dell’associazione Noimessidaparte, nei comunicati e nelle dichiarazioni rilasciate, evidenziavamo, tra le varie, la criticità di localizzazione. - dice il presidente Marco Severo - Criticità poi espresse e ratificate in osservazioni al progetto insieme a WWF e Legambiente. L’area di Saletti, seppur industriale, include la presenza di “case sparse”, difatti la casa più vicina al previsto impianto del progetto è a meno di 50 metri di distanza, oltre al centro urbano in forte espansione di Saletti, distante poche centinaia di metri. Figurarsi, - prosegue Severo - oltre che impattante non si capiva neanche la reale finalità dell’impianto, se trattare rifiuti ospedalieri o stoccare rifiuti pericolosi, men che meno il beneficio per la collettività tenendo conto che in Abruzzo si producono meno di 4 mila ton/anno di rifiuti sanitari”.

Ancora una volta, quindi, a vincere è stato il popolo del no e le sue ragioni, ragioni condivise dall’amministrazione comunale di Atessa e dai tanti amministratori del territorio presenti alla manifestazione dello scorso maggio. 

Non si commetta però l’errore di pensare che sia un “NO” secco a tutto. - sottolinea Severo - La sensibilità verso la tutela dell’ambiente e la salute aumenta sempre più nell’opinione pubblica, quindi logico che poi tanti cittadini scendano in strada a manifestare contro un impianto impattante e sovradimensionato rispetto alle reali esigenze collettive. A maggior ragione se previsto in un’area, la Val di Sangro, già piena di detrattori ambientali”. 

C'è voluta – dichiara il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli - la mobilitazione popolare per richiamare l'attenzione contro la richiesta pericolosa per il nostro territozio. Ringrazio i cittadini, i sindaci del comitato Sangro -  Teatino – Frentano, e tutte le associazioni ambientaliste, che hanno animato l'opposizione a questo impianto di Saletti e alla riattivazione della Ciaf a Piazzano. Per il futuro – conclude Borrelli – la nostra amministrazione ha già approvato una delibera di indirizzi per un nuovo piano regolatore comunale, nonché dell'area industriale, che nega qualsiasi possibilità di insediarsi sul nostro territorio a impianti a forte impatto ambientale”. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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