"Il 10 febbraio i Comuni montani sono alle prese con i piani neve. Sbagliato votare in quella data" - La lettera del sindaco di Gamberale che critica la scelta per le Regionali

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Gamberale   Politica 28/09

"Il 10 febbraio i Comuni montani sono alle prese con i piani neve. Sbagliato votare in quella data"

La lettera del sindaco di Gamberale che critica la scelta per le Regionali

GamberaleUna dura critica alla data scelta per le elezioni regionali d'Abruzzo, fissata dal presidente vicario Giovanni Lolli per il 10 febbraio 2019. A farla è il sindaco di Gamberale, Maurizio Bucci, con una lettera inviata a tutte le istituzioni sovracomunali. 

"Il sottoscritto Maurizio Bucci, nella sua qualità di Sindaco del Comune di Gamberale vuole porre alla Vostra gentile attenzione alcune problematiche scaturenti dalla data come in oggetto. Con la presente non intendo entrare nel merito del tecnicismo che vi ha condotto a stabilire quale data utile per il rinnovo del consiglio regionale della Regione Abruzzo il 10 Febbraio 2019, ma mi permetto di segnalare alla vostra attenzione alcune questioni che stridono fortemente con la data stabilita. 

Il Comune di Gamberale si trova a 1.343 mt. slm e, insieme ad altri 30 Comuni abruzzesi situati al di sopra dei 1.000 mt. s.l.m., in quei giorni vivrà come sempre giorni difficili a causa delle condizioni meteo. Tra i 100 Comuni più alti d'Italia ben 10 sono abruzzesi (tra cui Gamberale) e in particolare in Abruzzo 31 Comuni sono localizzati oltre i 1.000 mt. slm, 14 oltre i 900 mt. slm e 30 oltre gli 800 mt. slm, altezze che ovviamente dimostrano come il territorio abruzzese sia per il 25% territorio montano e la cui popolazione residente raggiunge quasi i 75.000 abitanti. 

Pertanto, tenuto conto che avrete valutato tecnicamente e giuridicamente come stabilire la data delle elezioni, mi pongo la domanda se avete anche tenuto conto della territorialità che contraddistingue l'Abruzzo. Suppongo che tale attenta valutazione non sia stata da voi affrontata perché altrimenti avreste scelto sicuramente un'altra data. 

Negli ultimi anni l'Abruzzo ha subito nevicate copiose in tutta la Regione fino alla costa, ma, mentre sulla costa tali fenomeni di entità consistente possono essere considerati eccezionali e sporadici, cosa diversa è per i Comuni montani che al 10 di febbraio saranno alle prese con i piani neve. È sicuramente impossibile, nonché deprecabile, pensare che i diversi Comuni che ospitano le stazioni sciistiche siano senza neve il 10 Febbraio, perché vorrei anche ricordarvi che i territori montani vivono di turismo invernale che non può fare a meno della neve che risulta essere una grande risorsa sotto tutti i punti di vista. 

Vi invito ad immaginare in quei giorni di febbraio una copiosa nevicata e ad immedesimarvi nei Sindaci dei comuni montani, che prima di tutto dovranno tutelare la salute pubblica sgombrando le strade che hanno priorità (malati gravi, anziani, bambini malati etc) e poi potranno dedicarsi alle problematiche legate ai seggi elettorali, o immedesimarvi negli elettori bloccati, a cui potrebbe essere impedito il sacrosanto diritto del voto a causa del ghiaccio e della neve. 

Vi invito ad immaginare anche come i candidati delle varie liste potranno in quei giorni recarsi presso i comuni montani a svolgere la propria campagna elettorale o come i cittadini potranno partecipare ai comizi elettorali, che solitamente si svolgono in ore serali, con temperature sotto lo zero con neve e ghiaccio fuori la porta. 

A mio avviso non si può immaginare una campagna elettorale nei mesi di Gennaio e Febbraio sui territori montani e la data scelta penalizza notevolmente le aree interne sotto questo punto di vista. Traendo le conclusioni da queste poche considerazioni posso solo pensare che la territorialità e di conseguenze le aree interne da parte delle istituzioni non siano state proprio prese in considerazione, svantaggiandole ulteriormente. Sarebbe stato opportuno far svolgere la tornata elettorale entro la fine del mese di Novembre così da evitare tutta la problematica descritta e sottolineo come nemmeno un'ipotetica data agli inizi di marzo avrebbe potuto garantire lo svolgimento regolare della campagna elettorale e l'elezione stessa. 

Da parte delle istituzioni stabilire la data del 10 febbraio 2019 ha significato l'abbandono totale delle aree interne".

 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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