Pericolo animali selvatici in strada, l’AVAS chiede risposte alla Regione - L’associazione propone una copertura assicurativa da parte della stessa Regione

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Atessa   Attualità 06/04

Pericolo animali selvatici in strada, l’AVAS chiede risposte alla Regione

L’associazione propone una copertura assicurativa da parte della stessa Regione

Solo nell’ultimo fine settimana sono tre gli incidenti nel nostro territorio, senza gravi conseguenze, causati da animali selvatici che circolano liberamente tra le nostre strade.

Sabato scorso, alle ore 8 del mattino, R.S. di Lanciano, a bordo della Mercedes ML 320, in località Santa Calcagna è stato investito da un capriolo di grossa taglia che, attraversando all’improvviso la strada, ha provocato la rottura di tutta la parte anteriore dell’auto.

Domenica I.S. di Atessa, a bordo della autovettura Polo in contrada Campanelli località Piazzano, si è visto tagliare la strada da un capriolo di dimensioni considerevoli, l’impatto di rilevante entità ha causato notevoli danni al mezzo ed il conducente è stato trasportato dapprima al pronto soccorso di Atessa e poi a Lanciano e dove gli è stata diagnosticata una “cervicalgia da contraccolpo e frattura sternale” con una prognosi di 25 giorni.

Infine, lunedi attorno a mezzanotte, Franco Capuzzi, noto imprenditore della moda e titolare dello store Capuzzi di Casoli, alla guida della sua Audi stava percorrendo la S.S. 652 Fondo Valle Sangro con direzione mare-monti, a circa due chilometri prima dell’uscita per lo stabilimento Sevel di Atessa un cinghiale di grosse dimensioni gli ha attraversato la strada e gli ha provocato ingenti danni nella parte latero-anteriore del veicolo. 

A denunciare tutto questo è l’avvocato Anna Franca Rossetti, membro attivo dell’associazione A.V.A.S. Daniela Martorella (Associazione Vittime Animali Selvatici) nata per assistere quanti subiscano danni dalla fauna selvatica.

Al fine di cercare soluzione al problema del proliferare incontrollato delle specie selvatiche, l’AVAS si è fatta parta attiva in merito alla risoluzione delle questioni; infatti, in data 19 luglio 2017, una sua rappresentanza è stata ricevuta dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per la presentazione del progetto regionale redatto dal prof. Massimiliano Mezzanotte (docente di diritto regionale presso Unite) riguardante i risarcimenti danni a cose e persone a seguito di incidenti con la fauna selvatica. In particolare, la proposta prevede la copertura assicurativa da parte della Regione dei sinistri con gli animali selvatici. L’utente potrebbe così rivolgere la richiesta direttamente alla Regione, che a quel punto non farà altro che girare la pratica alla compagnia assicurativa.

“Questo comporterebbe un indubbio vantaggio anche per la Regione in termini di costi di giustizia; - spiega l’associazione - allo stato sono numerosissime le cause pendenti, in primo e secondo grado, avanti ai Giudici abruzzesi. La problematica è amplificata a causa dell’elevato numero di esemplari esistenti e della loro rapida riproduzione. E’ necessario quindi - prosegue l’AVAS - che le istituzioni comprendano quanto grave sia il problema soprattutto nel chietino e quanto impellente sia trovare delle soluzioni definitive e delle risposte certe per la sicurezza di tutti i cittadini”.

La questione è particolarmente delicata soprattutto per le imprese agricole. Il dott. Domenico Di Nardo (consulente nel campo agricolo e membro del direttivo  A.V.A.S.), analizzando il problema e seguendo da vicino molte imprese agricole del territorio sostiene che, sebbene ci siano delle piccole iniziative da parte della Regione, gli agricoltori sono scoraggiati addirittura nel coltivare i campi in quanto distrutti dai cinghiali, le richieste di danni da parte delle imprese agricole sono sempre di più e solo una piccola percentuale viene pagata dalla Regione Abruzzo, anche perchè con la regola del de minimis le grandi aziende non sono affatto rimborsate dei danni subiti. Il bando emanato dalla Regione Abruzzo sarebbe quindi inapplicabile nelle zone collinari e litoranee del nostro territorio, dove oggi invece c’è una maggiore pressione da parte degli ungulati. La gravità del problema richiede soluzioni drastiche da parte degli organi competenti.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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