Gasdotto lago di Bomba: "Nel nuovo progetto a rischio anche Paglieta" - Nuovo Senso Civico accusa: "Si rischia tragedia come il Vajont"

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Bomba   Ambiente 19/08

Gasdotto lago di Bomba: "Nel nuovo
progetto a rischio anche Paglieta"

Nuovo Senso Civico accusa: "Si rischia tragedia come il Vajont"

Il progetto di sfruttamento del giacimento del gas naturale "Colle Santo" sul lago di Bomba è ancora nelle mani del Comitato VIA Nazionale, si legge sul sito del Ministero dell'Ambiente "ancora in istruttoria tecnica". Il Comitato dovrà esprimersi sul progetto che pur se riproposto da una diversa società, la CMI Energia spa, con alcune modifiche, appare non solo nella sostanza lo stesso, ma persino peggiorativo.

"L'istanza di modifica dei lavori, illegittimo pretesto con il quale è stato dato nuovo avvio alla procedura, prevede infatti la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione e completamento di due nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l'eventuale perforazione di un ulteriore pozzo Monte Pallano 5, la costruzione di un gasdotto di circa 21 km e di una centrale di trattamento gas (raffineria) nell'area industriale del comune di Paglieta. - si legge in una nota di Nuovo Senso Civico - La prosecuzione della procedura dell'istanza lascia interdetti se si considera che il progetto, oltre che avversato dalla popolazione, è stato bocciato dal Comitato VIA Regionale per ben due volte”.

Ciò nonostante il progetto, denuncia Nuovo Senso Civico, “viene riesumato anche con aspetti più impattanti per l'intera Valle del Sangro. In particolare, secondo il nuovo programma di sviluppo, la raffineria dovrebbe sorgere nell'area industriale a rischio esondazione del comune di Paglieta. Sarà necessario quindi comprendere anche il ruolo poco chiaro assunto dall'Azienda Regionale Attività Produttive (ARAP) in precedenza ASI Sangro”.

L'iniziativa del consigliere regionale Leandro Bracco, che nei giorni scorsi ha presentato una istanza di accesso formale agli atti all'ARAP, relativi al progetto della CMI Energia s.p.a., potrà essere utile a comprendere il ruolo svolto dall'Azienda ed i provvedimenti dalla stessa assunti. “Nulla può essere lasciato al caso, ogni "carta", ogni atto dovrà essere verificato perché ancora una volta, sperando che sia quella definitiva, il progetto di estrazione sulla diga di Bomba, che si ricorda contiene oltre 80.000.000 mc di acqua, venga fermato. - conclude Nuovo Senso Civico - Sia posta fine a questa farsa, prima che si trasformi in tragedia, come il Vajont insegna”.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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