Atessa al voto, 10 domande per i 4 candidati sindaci - Giovani, immigrazione, economia e la visione del futuro di Atessa
 
 
 

Atessa   Politica 20/05

Atessa al voto, 10 domande
per i 4 candidati sindaci

Giovani, immigrazione, economia e la visione del futuro di Atessa

Dieci domande, le stesse, per i quattro candidati sindaci del Comune di Atessa. Dieci domande per conoscere meglio loro, i loro programmi e la loro visione di Atessa.

Dieci domande a tre settimane dal voto per schiarirsi le idee ed arrivare preparati all’appuntamento elettorale del prossimo 11 giugno. Dieci domande a cui hanno risposto (in rigoroso ordine alfabetico): Giulio Borrelli (Uniti per Atessa), Emilio Falcone (Movimento 5 stelle), Carmine Fioriti (Progetto Atessa) ed Enzo Pellegrini (LiberAtessa).


 


Nome, cognome, età e professione:

- Giulio Borrelli, 71 anni, giornalista.
- Emilio Falcone, 28 anni, imprenditore agricolo.
- Carmine Fioriti, 62 anni, Commissario rds Polizia di Stato.
- Vincenzo Pellegrini detto Enzo, 48 anni, architetto libero-professionista.

 

Perché ha deciso di candidarsi?

Borrelli: L’impegno e la volontà di portare alla guida della città di Atessa un nuovo gruppo dirigente, capace, e interessato Giulio Borrelli, 71 anni, giornalista - Uniti per Atessasolo al bene comune mi aveva fatto intraprendere la campagna elettorale già dalle passate amministrative. Oggi, più di allora, la mia candidatura si è rivelata quale elemento aggregante di persone provenienti da diverse estrazioni politiche (civiche, di centrosinistra, di sinistra, e moderate) che hanno scelto me come candidato sindaco della lista  “Uniti per Atessa”. Noi ci siamo uniti per unire il paese. L’elemento comune a tutti è la condivisione di un progetto funzionale allo sviluppo sociale, economico e culturale della nostra comunità. La concreta realizzazione di qualsiasi progetto amministrativo dipende da una fattiva collaborazione dei cittadini chiamati, in virtù di una rinnovata coscienza civica, ad un assolvimento pieno ed incondizionato dei propri doveri. Infatti, un altro principio ispiratore, per la lista civica “Uniti per Atessa”, è quello della sussidiarietà che deve fondare un nuovo modello di società, caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, ed è per questo che l’impegno della nostra lista va nella direzione di coinvolgere cittadini, associazioni, partner pubblici e privati nella progettazione partecipata delle politiche di sviluppo locale, favorendo il principio di sussidiarietà nelle azioni sul territorio.

Falcone: Quando ti scontri a tutti i livelli con un sistema in cui la burocrazia diventa l’arma attraverso cui cresce e prolifera il sistema clientelare, capisci che bisogna iniziare a cambiare partendo dal basso e che non puoi rimanere con le mani in mano. O decidi di partire, andare via, abbandonare tutto oppure di restare e lottare.

Fioriti: Sono stato invitato da un gruppo di cittadini e da comitati spontanei in difesa del territorio atessano a candidarmi. Riconoscendo valide le loro battaglie, ho deciso di accettare. Ciò anche perché, negli anni ’70, ero attivamente impegnato anch’io in comitati ed associazioni giovanili per la industrializzazione della valle del Sangro e per la difesa degli uffici atessani.

Pellegrini: Perché amo Atessa e credo nella nostra Città, nelle sue risorse, nelle sue potenzialità e perché ritengo che il patrimonio di esperienza amministrativa che ho acquisito negli ultimi 10 anni di Amministrazione Comunale, dapprima come assessore alla Cultura e poi come assessore al Bilancio e vice sindaco, debba essere messo a disposizione di tutti i cittadini.

  

Che cosa non è andato in questi ultimi anni ad Atessa?

Borrelli: La generale mancanza di una programmazione a lungo termine e di ampio respiro, fa sì che si sta assistendo ad un continuo depauperamento delle peculiarità di tutti quei settori che avevano assegnato a Atessa il ruolo catalizzatore e di riferimento territoriale, in un passato non tanto lontano. Siamo testimoni di un commercio locale in recessione, un’agricoltura oramai relegata ad alcuni settori alquanto improduttivi, un sistema di servizi insoddisfacenti che assorbono solo risorse, un sistema residenziale che oramai tende a confondersi con i classici quartieri dormitori, tanto che le strade di quartiere sono quasi sempre vuote e prive di vitalità se non in qualche raro caso di ricorrenze festive e/o di evento, un sistema infrastrutturale deteriorato e privo di un’adeguata programmazione di manutenzione, un centro storico ormai svuotato.

Emilio Falcone, 28 anni, imprenditore agricolo - Movimento 5 StelleFalcone: Troppe cose non sono andate ad Atessa in questi anni. Troppi servizi fondamentali persi. Basti ricordare l’ospedale che, di fatto, è in corso di conversione per diventare un cronicario. Non è accettabile che un Comune come Atessa perda tutti questi servizi primari e addirittura non si sappia se resterà – cosa improbabile - un Pronto soccorso h24. Atessa aveva un tribunale, sezione distaccata di Lanciano e l’Ufficio del Giudice di Pace fino a pochi anni fa. E’ vero che la sezione distaccata del Tribunale è stata chiusa in base a una legge nazionale (varata da governi PD-PDL), ma non è stata nemmeno sfruttata la possibilità data dalla stessa legge ai Comuni di mantenere gli uffici del Giudice di Pace facendosi carico delle spese di mantenimento. Si sono persi uffici relativi a pubblici servizi come la SaSi. Ciò che è mancato da parte delle precedenti amministrazioni, inclusa la attuale, è certamente la lungimiranza! Anche dal lato scolastico si è persa una sezione distaccata del Liceo Classico di Lanciano. Vi erano ad Atessa anche scuole professionali che ora non vi sono più. In questo quadro, anche il valore degli immobili e delle attività diminuisce e il tutto si sostanzia in un vero e proprio calcio, da parte della classe politica autoreferenziale, ai sacrifici dei cittadini che sul territorio hanno investito nel corso degli anni. Se Atessa si fosse sviluppata negli anni, anche dal punto di vista demografico, come avrebbe dovuto, attualmente avrebbe un peso politico assolutamente diverso. Sicuramente più incisivo. E’ mancata, ribadisco, la lungimiranza. Il Movimento 5 Stelle critica aspramente e rifugge la logica del fare una scelta in base ai voti che possono essere, o meno, acquisiti. Noi poniamo al centro di tutto la persona, la sua salute, quindi la salubrità dell’ambiente e la sua sicurezza. E’ mancata, inoltre, del tutto la valorizzazione delle risorse locali quali agricoltura e turismo. Il Movimento 5 Stelle intende darvi impulso al fine di invertire la rotta.

Fioriti: Non è un problema di cosa non è andato, preferisco non giudicare l’operato altrui ma guardare avanti per fare di meglio. Vi è necessità di nuovo e di dare un'anima al paese, un contenuto ad ogni contenitore rimasto abbandonato, di riportare Atessa ad avere il ruolo centrale di un tempo. C’è bisogno di un nuovo che davvero sappia interpretare il presente affinché il paese non venga completamente abbandonato. A me piange il cuore vedere pezzi di centro storico desertificati. Non riesco ad accettarlo e per questo vorrei fare qualsiasi cosa. Così come non riesco ad accettare le divisioni che ancora persistono tra diverse località di un unico e vastissimo territorio. Al riguardo occorre ritrovare una unità di intenti con strategie giovanili, culturali, sportive e di altro genere che uniscano sempre più tutte le genti di Atessa ed ognuno dovrà essere fiero di autoproclamarsi atessano, pur affermando di essere di questa o di quella frazione.

Pellegrini: Come Amministrazione comunale abbiamo cercato di dare noi stessi e di guidare Atessa come avrebbe fatto un buon padre di famiglia, attirando risorse pubbliche e private e investendo molto nel sociale, nell’ambiente, nello sport, dotando Atessa di infrastrutture e nuovi spazi culturali, in precedenza inimmaginabili, nel momento di crisi economica più pesante della nostra storia recente, pur nel rigido rispetto del bilancio e mantenendo al minimo le tasse per i cittadini. Ciò che non è andato come avremmo voluto? Purtroppo Atessa ha perso l’ospedale per volere della Giunta regionale e, nonostante le battaglie dell’Amministrazione e dei cittadini, questo è stato un duro colpo per la Città.

 

Che cosa, invece, c’è stato di positivo?

Borrelli: La passione della gente, la volontà dei cittadini legati alla propria città che hanno cercato di mantenere accesa la vitalità umana e professionale e quegli elementi costituenti dell’intero sistema produttivo.

Falcone: Anche nel male non tutto viene per nuocere. Lo dico nel senso che a fronte di attività amministrative alquanto criticabili da parte di chi ha amministrato fino ad ora, nei cittadini si stanno risvegliando il senso critico e la voglia di cambiare una volta per tutte. Lo stiamo riscontrando nel corso degli incontri con le persone durante i gazebo informativi in piazza, durante gli eventi che periodicamente organizziamo, nel corso degli incontri nelle contrade con i cittadini. Non a caso 2 anni fa è nato ad Atessa il gruppo degli attivisti 5 stelle, che ha profuso impegno ed energie che sono confluite nella lista M5S che oggi si candida alle elezioni amministrative dell’11 giugno prossimo.

Fioriti: Di positivo devo riconoscere che c’è stato uno sforzo per fare opere di un certo rilievo, alcune delle quali potrebbero anche produrre effetti positivi.

Pellegrini: Nei nostri 10 anni di Amministrazione si è fatto tanto e lo si è fatto con passione e disinteresse. Tanti i risultati, che sono sotto gli occhi di tutti. Ne cito alcuni. Atessa ha acquisito 10 nuovi spazi culturali e museali ed il nuovo Auditorium Italia, punto cruciale del Contratto di Quartiere. Sono stati creati nuovi parcheggi, sono state messe a norma le scuole e sistemate le strade e le rotonde; si è investito nella pubblica illuminazione e nel rifacimento del Cimitero; si è arrivati all’80% di raccolta differenziata e si è sistemata l’area di Vallaspra; si è favorito lo sviluppo di un centro sportivo frequentato da tanti giovani e meno giovani e dotato della piscina comunale; c’è stata grande attenzione per il sociale e si è dato pieno sostegno alle attività delle tante Associazioni cittadine, che costituiscono il cuore della nostra comunità. Si è dato un orizzonte nuovo ad una città che era ferma dagli anni ‘70.

 

Quale sarà la prima iniziativa visibile che pensa di realizzare entro le prime 4/8 settimane?

Borrelli:
Ogni previsione programmatica risponderà a tre indirizzi: 1- 
Atessa Solidale (attraverso una polita sociale che permetta di investire maggiori risorse per aiutare le persone e le famiglie in difficoltà, le cooperative di giovani, ecc.); 2- Atessa più grande (oltre alla riqualificazione delle strutture esistenti e del patrimonio storico, vogliamo favorire la crescita economica e  il ripopolamento del centro storico); 3- Atessa al centro del territorio (ridare centralità e importanza ad Atessa, mettendola al centro di una rete di comuni della Val di Sangro per contrastare la condizione di emarginazione e di scarsa rappresentanza di cui soffre l’intero territorio). Tra le prime iniziative visibili ci saranno interventi nel centro storico e nelle contrade più abbandonate. Seguirà una programmazione di incontri/ricognizioni sul territorio per mettere a fuoco lo stato di fatto e le vicissitudini immediate; un impegno determinato sull’ospedale nell’ottica di salvare il salvabile e cercare una riconversione che rispetti la vocazione e le esigenze di questo territorio; una classificazione delle risorse naturali, culturali, umane proprio nell’ottica di iniziare un processo di programmazione a lungo termine; partire subito con l’individuazione di una serie di interventi da destinare al gioco ed al tempo libero dei bambini per far si che le famiglie ricomincino a popolare pienamente le vie cittadine.

Falcone: Chi lo dice che si debba concretizzare mirabilie in pochi giorni? La storia delle “promesse dei primi 100 giorni” è cosa vecchia, emblema della vecchia politica. Da questa moda noi prendiamo le distanze. Le cose non vanno fatte in tempi rapidi, ma ponderate e fatte bene, nei tempi necessari e una volta per tutte affinché funzionino. La fretta è, solitamente, una cattiva consigliera. Di certo la prima cosa che faremo, sarà effettuare le verifiche sullo stato economico effettivo, concreto, del Comune di Atessa. Quello che posso assicurare è che saremo al fianco delle famiglie. Cercheremo di ottimizzare servizi quali trasporto e refezione scolastica, incentivando la mensa con prodotti a “km zero”. Verranno progressivamente realizzati, nel corso del mandato, i punti del nostro programma amministrativo che abbiamo presentato e che è pubblico, quindi consultabile da tutti.

Fioriti: La sistemazione dell’area industriale, ripulendola, organizzandola con parcheggi ed aree di sosta attrezzati e definendoCarmine Fioriti, 62 anni, Commissario PS - Progetto Atessa la toponomastica della zona ai fini del migliore raggiungimento delle aziende mediante i sistemi di navigazione satellitari. E la maggiore presenza della Polizia locale, dei volontari e delle associazioni di protezione civile nei quartieri e nella Valle per prevenire reati di tipo predatorio. Installazione di telecamere adatte alla prevenzione e repressione dei reati, nonché per il decoro urbano, altamente compromesso in alcune parti.

Pellegrini: Dopo un lungo contenzioso abbiamo rimosso la famosa grù di Piazzano ed il nostro intento è quello di progettare nuovamente e concretamente quell’area per dare risposta ai cittadini che aspettano da tempo di poter scrivere una nuova pagina. Sicuramente sarà uno dei temi che affronteremo fin da subito.

 

Che cosa, invece, non farà mai nell’arco del suo mandato?

Borrelli: Mancare di trasparenza nei confronti degli elettori e prendere impegni nella consapevolezza che non possono essere mantenuti.

Falcone: Ciò su cui i cittadini atessani possono stare tranquilli è che non cercherò di prenderli in giro con false promesse. Quello che prometto faccio. Io e la mia squadra non siamo politici di professione e non intendiamo diventarlo. Il principio è quello dei “due mandati e poi a casa”. Un amministratore deve sapere che dopo massimo due mandati tornerà ad essere un cittadino comune. Se avrà operato bene tornerà come cittadino a vivere nella nostra Città migliorata. Nel frattempo saremo sempre aperti ai nuovi attivisti, a tutti coloro che credono nel progetto del Movimento 5 Stelle e che intendano impegnarsi, fare propri e promuovere i principi del Movimento. E tra loro, come è naturale che sia, potranno emergere i futuri amministratori. Noi abbiamo sempre un occhio proiettato al futuro.

Fioriti: Non consentirò giammai che Atessa venga ulteriormente privata di qualsiasi altra sua prerogativa. Questo con ogni forma di lotta.

Pellegrini: Non si perseguiranno mai fini personali, né si favorirà l’ambizione personale e politica di qualcuno o la logica di un partito. Si lavorerà, come dimostrato finora, solo per il bene della Città.

 

 

Occorrono iniziative per i giovani, quali sono realmente praticabili?

Borrelli: Questo è un problema drammatico che richiede una pluralità di interventi. Le amministrazioni comunali da sole non sono in grado di dare risposte esaustive ai problemi occupazionali, ma per la parte che compete loro, possono favorire e gestire i percorsi dello sviluppo individuando momenti di progettualità e di intervento concreti, utilizzando, dove ci sono, le risorse date dalle forme di finanziamento pubblico. Partendo dal coinvolgimento dei giovani in iniziative culturali, artistiche, sportive, formalizzare uno sportello di informazione e di orientamento con le realtà produttive presenti sul territorio e con le agenzie di formazione professionale al fine di creare continuità tra percorsi formativi ed impatto occupazionale, con particolar attenzione ai progetti innovativi, di ricerca e di sviluppo, mirati ad interessi collettivi sui temi del risparmio energetico, dell’ambiente e della cultura ed ovviamente finalizzati all’occupazione giovanile intellettuale.

Falcone: Pensare che un sindaco abbia la bacchetta magica è come credere ancora a Babbo Natale giunti all’età di 30 anni. Noi, per principio, non raccontiamo frottole alle persone. Per i giovani si può fare molto, però, è necessaria una vera e propria sinergia a tutti i livelli istituzionali. Basti pensare a quanti finanziamenti europei di cui la Regione Abruzzo non si avvale perché non vengono per tempo varati i relativi bandi. Alla fine tali fondi tornano all’UE. A livello comunale abbiamo intenzione di attivare un servizio informazione e di intercettazione fondi, finanziamenti e bandi al fine di non far perdere ai cittadini possibilità di lavoro. Di sicuro cercheremo di dare impulso alle risorse locali: agricoltura e turismo. Esse devono essere promosse ed incentivate attraverso percorsi turistici e enogastronomici valorizzando il patrimonio storico ed artistico locale, non trascurando spinte innovative in tal senso.

Fioriti: Nel nostro programma sono individuati punti qualificanti come palestre, campi da tennis e da rugby, piste ciclabili di vario genere, attività culturali e ricreative varie. Inoltre è importante la compartecipazione dei giovani ala vita pubblica. All’uopo si dovrebbero individuare responsabili delle comunità giovanili che si rapportano con l’assessore competente ai fini di una sempre migliore intesa.

Pellegrini: Sicuramente favoriremo tutte le iniziative giovanili, a partire da quelle culturali, in particolare quelle connesse al teatro e alla musica, ma anche quelle sportive, permettendo l’utilizzo gratuito delle strutture sportive comunali ai gruppi sportivi giovanili. Sosterremo tutte le iniziative con risvolto sociale, proponendo incontri e gruppo di mutuo aiuto su svariate tematiche e promuoveremo attività per i diversamente abili, come la “fattoria sociale”. Lavoreremo di concerto con le aziende della Val di Sangro al fine di formare giovani capaci di soddisfare le nuove esigenze del mondo produttivo semplicemente chiamato industria 4.0.

 

E’ favorevole all’accoglienza dei migranti? In che modo intende affrontare il problema?

Borrelli: Sugli immigrati arrivati e che arrivano nel nostro Paese c'è chi specula per interessi economici e chi per calcoli elettorali. L'immigrazione è un fenomeno epocale e tremendamente complicato, gestito male per responsabilità innanzitutto dell'Europa e della comunità internazionale, ma sbagliamo se ci limitiamo a dire che dobbiamo solo farci i conti e accogliere tutti coloro che arrivano da noi. Non dobbiamo alzare muri, ma non possiamo neppure dare l'impressione che la porta sia aperta a tutti, indistintamente, i disperati del mondo. L'accoglienza, per noi, è un dovere, ma deve essere limitata, regolata e controllata. E, invece, così non è. Ci sono cose che possono e debbono essere fatte meglio a livello della comunità europea e ci sono cose che vanno gestite meglio a livello locale, da sindaci e prefetto (lavori socialmente utili per quei rifugiati che intendono restare in Italia e sono disposti a integrarsi nella nostra comunità; coinvolgimento dei migranti e delle associazioni di volontariato; una equa ripartizione dei rifugiati nei diversi Comuni).

Falcone: La competenza in materia di migranti è nazionale. Le decisioni prese a livello nazionale vengono attuate tramite Prefettura a livello locale. Pretendere che sia un sindaco a risolvere un fenomeno internazionale del genere sarebbe pretenzioso. Il Movimento 5 Stelle è per l’accoglienza, ma a condizione che sia debitamente regolamentata. Con regole chiare e applicate in modo rigoroso. L’asilo politico va riconosciuto a chi ne ha diritto. Non agli immigrati economici. Le risorse devono essere gestite in maniera seria. In molti parlano di adesione allo SPRAR da parte degli enti locali. Noi guardiamo a questo istituto con curiosità, ma attendiamo, da aspiranti amministratori ben previdenti, di verificare quali effetti positivi e soprattutto quali effetti negativi tale istituto possa comportare sui comuni a medio e a lungo termine. L’argomento è molto controverso. Non vogliamo assolutamente fare salti nel buio.

Fioriti: Assolutamente NO e non per ragioni razziste. Il problema dell’immigrazione è un problema che va affrontato e risolto una volta per tutte, altrimenti continuerà ad essere sempre più preoccupante. E la soluzione non è quella di continuare a farli arrivare con la parvenza del salvataggio. Occorre necessariamente puntare all’aiuto sul posto. Aiuti concreti con gli stanziamenti attuali o maggiorati, ma sul territorio di provenienza o di imbarco. In tal modo potrebbero essere individuati anche coloro che hanno bisogno di protezione e/o di asilo che, in tal caso, verrebbero in Italia provvisti di regolare permesso. Continuare ad andarli a prendere sotto le coste della Libia produce l’effetto contrario e davvero si danneggia la persona umana che viene sballottata o tenuta in segregazione sino alla definizione dell’iter di accoglimento della domanda, per poi – nel 70 % dei casi – diventare clandestini con tutte le conseguenze.

Enzo Pellegrini, 48 anni, architetto - LiberAtessaPellegrini: Il problema dei migranti è attualmente una delle più importanti questioni di carattere internazionale al centro del dibattito mondiale. Purtroppo le competenze comunali sono poche a riguardo e l’ente comunale è solo l’ultima pedina di una serie di organi competenti a decidere in materia. Certo è che non si possono chiudere gli occhi davanti a questo enorme problema, né si può dire semplicemente di “no” davanti alla domanda di accoglienza avanzata dai Prefetti, come qualcuno millanta. Come Amministrazione comunale abbiamo dimostrato che l’integrazione, nel rispetto comune delle leggi, non solo è possibile ma è indispensabile per mantenere una civile convivenza tra migranti e cittadini residenti. I migranti ospitati in una struttura nel centro della nostra città ci hanno aiutato a pulire i parchi, rimuovere la neve, trasferire l’archivio comunale e sono entrati in sintonia con la città anche attraverso il linguaggio universale dello sport, in particolare il calcio, che ha unito i giovani atessani ai giovani migranti, favorendo il superamento di qualsiasi barriera culturale e sociale.

 

Se dovesse diventare sindaco, come sceglierà la sua squadra?

Borrelli: La squadra risponde a semplici principi: l’impegno amministrativo è al servizio della comunità, nessun secondo fine in virtù della carica rivestita; onestà e competenza.

Falcone: Sicuramente diversi saranno scelti tra i consiglieri eletti del Movimento 5 Stelle. Sul punto abbiamo le idee molto chiare. Lo spirito di collaborazione esistente nella squadra ha sempre dato ottimi risultati. Si potrebbe ipotizzare anche il ricorso a tecnici esterni per cooptazione ove risultasse necessario, ma la eventuale selezione sarebbe in ogni caso improntata ai criteri di capacità delle persone e al principio di trasparenza, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Atessa.

Fioriti: La mia squadra c’è già. E’ composta da persone competenti in ciascun settore. Da uomini e donne senza alcuna preclusione. Da giovani e meno giovani. Tutti seri e preparati, seguiti da persone con competenza amministrativa decennale.

Pellegrini: Se i cittadini mi daranno l’onore di guidare Atessa, sceglierò la mia squadra in base alle competenze di ognuno tenendo presente anche le scelte che i cittadini faranno sui singoli candidati consiglieri e la rappresentanza del territorio nonché la parità di genere. Sogno una squadra dinamica, piena di entusiasmo e voglia di fare.


Infine, perché un elettore dovrebbe votare lei e non i suoi competitor?

Borrelli: Semplicemente perché votare me significa votare una squadra capace, perché ciò che si può fare lo si può e lo si deve fare tutti insieme, senza personalismi, ma soprattutto perché amministreremo con la diligenza di un buon padre di famiglia, che sia il sindaco di tutti.

Falcone: Direi semplicemente ai cittadini di Atessa che se vogliono il cambiamento, devono trovare il coraggio di votare il M5S. Il motivo è evidente. Devono chiedersi se sono contenti della Amministrazione degli ultimi 10 anni, di ecomostri, opere pubbliche sempre in manutenzione nonostante siano recentissime quanto a realizzazione, dello spopolamento della Città, e se le forze politiche locali (PD-MAU, Abruzzo Civico) che non hanno saputo incidere sui propri referenti regionali in materia sanitaria affinché si salvasse l’ospedale siano in grado di fare qualcosa di buono per Atessa. Tirassero le somme e decidessero. Noi siamo consapevoli di una cosa: il progetto del Movimento 5 Stelle prevede un cambiamento alla guida delle istituzioni a tutti i livelli: Comune, Regione, Parlamento e quindi Governo. Ed a tutti i livelli istituzionali il Movimento 5 Stelle ha lo stesso programma. Se i cittadini atessani vogliono il cambio di rotta, devono fare loro il primo passo l’11 di giugno prossimo. Atessa potrà, quindi, diventare il traino di un ampio territorio che non merita affatto di essere bistrattato come è avvenuto fino ad oggi a tutti i livelli istituzionali, da parte di una classe politica autoreferenziale che deve, necessariamente, essere superata.

Fioriti: Per la semplice ragione che io e la mia squadra siamo diversi per il fatto che siamo capaci di lottare, con le unghia e con i denti, per affermare Atessa ovunque, salvarla dal depredamento e dalla desertificazione e riqualificarla come centro di riferimento di una largo circondario, così come vuole la sua Storia e le sue Tradizioni.

Pellegrini: Sui competitor o meglio sui “cortesi avversari” non voglio esprimermi perché sono convinto che non sia necessario: i cittadini sceglieranno LiberAtessa perché hanno visto ed apprezzato il lavoro umile e appassionato svolto per la nostra Città in questi anni e sanno di poter contare sulla nostra esperienza amministrativa per non fermare il cammino verso il futuro che Atessa ha intrapreso.

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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